domenica 9 ottobre 2011

258 - NEI MEANDRI DELLA FORTEZZA

Il lungo corridoio ornato da drappi porpora che s'intervallano alle fiaccole alle pareti termina bruscamente con un'arcata che si apre su uno stretto pianerottolo, il cui parapetto in stile coloniale contrasta nettamente con l'austerità degli interni della fortezza. Da entrambi i lati due distinte rampe di scale scendono nell'immensa sala da pranzo sottostante, lunga almeno quaranta cubiti. Un maestoso tavolo di legno massello - apparecchiato con stoviglie d'argento e imbellettato con fiori tropicali - e le sedie per i commensali riempiono gran parte dell'ambiente, illuminato da due grandi lampadari a candelabro in ferro battuto che pendono dal soffitto.
Diverse porte si affacciano alla sala, mentre dall'altro lato un pianerottolo simmetrico a quello di provenienza conduce chissà dove.
"Ci sono alle calcagna!" esclama Grolac, voltandosi per verificare la distanza dei loro inseguitori.
"Ne arrivano anche dalle porte di sotto!" afferma Gilead: il suo udito non lo inganna. L'elfo decide di perdere il meno tempo possibile. "Fate come me!"
Detto fatto balza dalla balaustra verso il primo dei lampadari, sufficientemente basso da essere raggiunto in salto. Tuttavia, la fretta è cattiva consigliera, l'elfo scivola e manca la presa, precipitando sulla tavola imbandita, riuscendo ad evitare una dolorosa caduta grazie ad un'agile capriola, ma non mancando di distruggere le stoviglie e di creare un gran trambusto.
"Idiota..." commenta Juan. "Come se non avessimo già abbastanza problemi... Hearst, Rune, Isabel! Datemi una mano, blocchiamo tutte le entrate laterali con sedie e credenze. Ormai mezza fortezza sa che siamo qui, dobbiamo rallentarli il più possibile!"
Gli avventurieri scendono nella sala da pranzo, seguono il consiglio di Juan bloccando alla meglio le porte laterali, ma dopo pochi secondi le guardie inseguitrici fanno capolino sulla balaustra. Una di loro, probabilmente un ufficiale, ordina ad alcuni dei suoi di avanzare, scomodando diversi Santi nell'atto di impartire il comando.
"Merda! Balestrieri!" urla Gimble. La sua voce si sovrappone allo schioccare dei meccanismi delle balestre. I dardi sibilano nella stanza, schiantandosi sulle sedie, sui vassoi che Gilead usa come riparo, sulle credenze spostate, sul parapetto coloniale dall'altro lato della stanza, mentre gli avventurieri cercano di guadagnare l'uscita opposta. Juan, Isabel e Grolac riportano ferite superficiali, ma stringono i denti, lanciandosi oltre l'arcata del pianerottolo.
Un ennesimo corridoio, dritto e lungo, li rende bersagli facili per i tiratori. Hearst, che guida la fuga, inchioda davanti alla prima porta che si apre sulla parete sinistra del passaggio, e grugnendo scarica tutto il suo peso sull'uscio. La porta si spalanca di schianto, rivelando un'ampia cucina nella quale un cuoco, per lo spavento, lancia sul soffitto le uova che aveva in mano.
Il pover'uomo prova a proferire parola, ma ogni suono gli si strozza in gola per la paura mentre gli avventurieri senza prestare attenzione alla sua presenza, fanno incetta di coltelli e mannaie.
Quando Juan si gli rivolge la parola, il cuoco trema come una foglia: "Dove porta quella? Porta fuori?" chiede minaccioso il coloviano, indicando una seconda uscita dalle cucine.
"N...no... va ad una delle torri... verso la sommità delle mura..." balbetta il malcapitato.
"Parla, razza di idiota! Non farmi perdere tempo! Come si esce da qua?" lo incalza Juan, sul punto di perdere la pazienza.
"Da... da qui bisogna tornare alla sala da pranzo, prendere la porta sulla destr..."
Juan spintona bruscamente il cuoco, che perde l'equilibrio e cade a terra. "Vaffanculo... indietro non si torna, troppe guardie..."
"Juan, stanno arrivando..." fa notare Hearst. Allo stesso tempo, indica il mastodontico pentolone di sbobba che bolle sul focolare al centro della cucina. Juan annuisce. Entrambi afferrano degli stracci.
I due fanno cenno ai compagni di andare avanti. Poi, quando lo sferragliare d'armature è prossimo all'entrata della cucina, servono il pasto caldo direttamente sulla pelle degli scherani di Carnegie. Le prime guardie investite in pieno urlano di dolore per le ustioni, ma la minestra untuosa che invade il corridoio è efficace anche sul resto degli inseguitori. Il susseguirsi di cadute e imprecazioni ne è testimonianza.

10 commenti:

KUDUK ha detto...

Grande post, bello e avvincente!!! mi sono immaginato tutta la scena, grande Ale...

p.s. adesso che sei tornato dalle ferie, però, datti da fare con i post!!! ;-)

Yanhu ha detto...

Davvero bello! Mi è piaciuta la descrizione dei dardi di balestra che sibilano minacciosi e si conficcano su tavolo, sedie, vassoi... Bello!
E concordo con Kuduk: ci stai tradendo, uffa! Vogliamo più post!!!

Ale ha detto...

...e io vorrei più tempo... giornate di 36 ore mi dovrebbero bastare...

Mr. Mist ha detto...

Mi sono aperto in due dal ridere immaginando la scena dell'elfo che fa il figo pensando di compiere un'acrobazia degna di Legolas ed invece a momenti finisce a gambe all'aria, povero Dedo me lo vedo mentre osserva sconsolato il dado che lo condanna ad una mezza figuraccia!
Per il resto un post ad alto livello adrenalinico col bell'intermezzo del cuoco terrorizzato!

Ale ha detto...

Spesso i giocatori dimenticano che a differenza dei film d'azione, non tutte le azioni da figo riescono (e anzi si scontrano contro la dura legge del dado infame!)

jamila ha detto...

Se se ne dimenticano spesso è perché il dado non è poi così infame, altrimenti ce l'avrebbero ben presente, fidati!

Ale ha detto...

se lo dici tu, mi fido!

Mr. Mist ha detto...

E' scattato il level up al 5° livello (tranne per il povero Gilead) vabbè che ha toppato l'acrobazia però! ;-D
A proposito il livello segnalato è quello che i personaggi hanno raggiunto durante la narrazione dell'avventura sul blog oppure si riferisce al loro attuale livello in gioco, io credo che sia il secondo caso!
Saluti!

Rune ha detto...

no no è il livello che abbiamo raggiunto durante la narrazione, non che sì discosta molto dal liv in cui siamo ora.Vero Master?

Ale ha detto...

Ciò che dice Rune è corretto. Il povero Gilead era rimasto indietro a causa di diverse assenze al tavolo di gioco...