giovedì 14 ottobre 2010

193 - MONETE DI RAME

Hearst lascia cadere con noncuranza la porta della cella di Grolac, sradicata dai cardini senza particolare fatica. Nella luce dell'ultima candela rimasta, il nano si getta ai piedi del guerriero, abbracciandogli il polpaccio, ringraziandolo animatamente con l'atteggiamento di chi ormai ha perso ogni briciola di dignità.
Hearst scuote la gamba per liberarsi dalla presa, come se dovesse ricacciare un cane fastidioso.
"Non illuderti nano" dice Gimble, rifilando uno spintone al suo antico aguzzino "ti liberiamo solo perché per il momento ci servi, e perché voglio sapere cosa ne è di mia sorella. Noi ti tireremo fuori di qua, e tu farai la tua parte."
"Toglimi una curiosità" continua Juan. "Cos'hai fatto di così sbagliato per farti rinchiudere dalle Lacrime Rosse? Cosa c'entri tu con tutta la faccenda di Kade, di Henox, di Zaran..."
"Credo sia meglio che ci racconti quello che sai" conclude minaccioso Hearst, scrocchiando le dita.
Grolac arretra, tremante: "Sì, sì, vi dirò tutto, vi dirò tutto, ma non fatemi del male... del resto si sono sbarazzati di me perché sapevo troppo!"
Grolac parla veloce incalzato dallo sguardo interrogativo degli avventurieri. Approdato a Salamanca dopo essere sfuggito all'imboscata di Gimble alla Cueva del Gitano, il nano, indifeso senza le sue guardie del corpo, è stato presto oggetto delle attenzioni indesiderate della malavita.
Catturato dagli uomini di Kade, Grolac racconta di essersi pagato la vita e la libertà con le ultime monete rimaste.
Gimble ricorda le missive trovate nel covo del mefitico halfling, e le monete di Berenzan... ecco da dove venivano!
Ma non era finita: Kade gli offriva protezione, in cambio di un lavoretto per Zaran e Henox a Puerto del Principe. Quale occasione migliore per allontanarsi dall'isola di Salamanca?
"Cosa voleva da te il negromante?" gli chiede Gilead, senza riuscire a reprimere una smorfia di disgusto.
"Dovevo avvicinare Fomorio" risponde Grolac. "Zaran sapeva che quel piccoletto era un concentrato di risentimento. Deriso dalle donne, denigrato dai pescatori, ridicolizzato per le sue deformità. Io dovevo solo convincerlo a vendicarsi dei soprusi che subiva, moltiplicare il suo odio verso i concittadini, prepararlo a ciò che Zaran e Henox avevano in progetto. Io dovevo diventare per lui un punto di riferimento, un modello."
"Cosa intendi? Non capisco, cosa c'entra Fomorio?" chiede confusa Isabel, non intuendo la complessa trama ordita dal negromante e dalle Lacrime Rosse.
"La nostra comune deformità era la leva su cui agivo per conto di Zaran, per spingere Fomorio alla vendetta. La malattia... non era una vera malattia..."
Grolac abbassa lo sguardo, come se egli stesso si vergognasse di quello che aveva fatto.
"Zaran mi aveva fatto dare dei preparati a Fomorio, un contagiante, da spargere sulle monete di basso conio. Monete di rame, che avrebbe dato come resto alle donne che compravano il pesce, o ai pescatori che glielo fornivano."
In un lampo, tutto diventa chiaro. Isabel ricorda perfettamente il giorno in cui comprò il pesce da Fomorio. I guanti scuri... non per coprire le piaghe, ma per toccare senza pericoli il denaro.
E ancora, quella sua inconsapevole generosità verso il mercante, nel rifiutare il resto del suo pezzo d'argento. Un atto che la salvò dal contagio, ma allo stesso tempo fece inevitabilmente escludere la pista del pescivendolo.
"Sei un bastardo... meriteresti una morte atroce per quello che hai fatto!" sentenzia Gimble.
"Ma non avevo scelta! Le Lacrime Rosse mi avevano in pugno! Cosa avrebbero fatto di me se non obbedivo alle istruzioni di Zaran?" protesta Grolac.
"Cos'hanno fatto di te *comunque*..." sibila pungente Juan. "Perché la malattia? Perché uccidere tutta quella gente?"
"La malattia non uccideva, ma simulava la morte per molti giorni" risponde Grolac. "Non so quali fossero gli scopi di quei due pazzi, ma anche io sono stato contagiato, come anche voi, lo vedo dalle cicatrici delle vostre piaghe. Eppure sono qui, mi sono risvegliato, non sono morto. Come voi, del resto..."
"Schiavi!" esclama Rune, folgorato dall'intuizione. "Ecco come alimentavano la tratta. Nessuno reclama la sparizione di chi si crede essere morto! Ecco perché quel trasporto di cadaveri verso il porto, verso la Verconnes!"
"Ma è impossibile! Ho sondato i corpi nella cripta del cimitero con l'incantesimo di Visione della Morte, ed il responso era certo! Morti, erano morti!" ribatte incredula Isabel.
"Non prendertela, Contemplatrice" Grolac fa spallucce. "Dio solo sa di cosa è capace quel diavolo di un negromante!"
Isabel è sconvolta... tutta quella gente, una città in ginocchio. Zaran e le Lacrime Rosse hanno saputo sfruttare le debolezze, gli egoismi, la sete di potere, le frustrazioni di alcune persone nei punti cardine per attuare il loro piano perverso.
Fomorio... Grolac... Ramiro... Juanito...
Pian piano il mosaico si ricompone, pezzo dopo pezzo.
Quel barbone, morto per mano di Nataniel perché affermava di essere risorto... un altro indizio finito nel dimenticatoio! Altro che resurrezione! Lui, mendicante, abbandonatosi morente per la pestilenza in chissà quale recesso, era solo sfuggito alla capillare raccolta dei monatti...
Juan colpito dalla malattia per aver scassinato il magazzino di Callermont *dopo* la loro prima intrusione attraverso il cunicolo: è ovvio che qualcuno avesse cosparso di veleno il lucchetto...
E poi il contagio, che colpiva con quelle vistose piaghe sulle mani prima le donne e i pescatori... i primi che ricevevano i pezzi di rame di quell'ometto deforme...
"Perché la malattia non colpiva tutti? Perché una volta unte le monete, alcuni in una stessa famiglia sopravvivevano?" chiede confuso Rune.
"Perché probabilmente il veleno perdeva di efficacia ad ogni passaggio di mano, o con il tempo" risponde Grolac. "Questo è tutto ciò che so. Non so nulla degli schiavi di cui parlate, non sapevo cosa facessero dei corpi dei malati. So solo che dopo aver convinto Fomorio, non servivo più. Quindi mi hanno contagiato, e mi hanno sbattuto qui."
Juan rompe lunghi attimi di silenzio: "Sì, ma dov'è *qui*?"

6 commenti:

MetalDave ha detto...

Ale, sei un grande, davvero complimenti!

P.S. Si, il grande si riferisce sia a "grande master" che a "grande fetentone"! ;-)

Mr. Mist ha detto...

Mi associo ai complimenti di Metaldave ed aggiungo: fetentissimo, anche se gli indizi su cui riflettere ai giocatori glieli avevi dati tutti!
A volte però capita di soffermarsi più su certe cose e meno o pochissimo su altre, lo so per esperienza sia di giocatore che di master!
Ora però la suspance cresce

Ale ha detto...

Troppo buoni, ragazzi, troppo buoni...
E' vero, i PG avevano tutti gli indizi, ma sapevo che sarebbe stato per loro molto difficile metterli insieme senza conoscere il disegno che li legava.
Ovviamente è superfluo dire che mancano ancora alcuni tasselli, ma le modalità di attuazione del piano di Zaran sono svelate.
Vi confesso che non è stato facile ordire una trama così, anche perchè si estende su un periodo di avventure piuttosto lungo (dalla prima fuga di Grolac, alla tana di Kade, alle vicende di Puerto). La buona riuscita del mio intento è dovuta (non mi stancherò mai di dirlo) alla tangibile sensazione che il mondo attorno ai PG si sia mosso mentre loro facevano altro, con una storia parallela (quella di Grolac) con cui sono venuti in contatto in alcuni frangenti trovando indizi sparsi qua e là. Insomma come se Grolac avesse fatto la sua "campagna", inevitabilmente intrecciata alla loro sebbene non in modo evidente.
La parte più ostica del lavoro è stata ovviamente evitare di inserire incongruenze... questa è la cosa a cui bisogna stare più attenti, ma finora sono riuscito nell'intento.
Altra cosa che mi dà grande soddisfazione e che aumenta la percezione di vivere l'ambientazione per i PG, è che le loro azioni, compiute anche molti mesi or sono con le migliori intenzioni, scatenano una serie di eventi imprevedibili: se Gimble non avesse perso le tracce di Grolac, durante la prima avventura, probabilmente le vicende di Puerto avrebbero avuto luogo in maniera totalmente diversa, venendo a mancare un tassello fondamentale per l'opera di Fomorio.
E' un po' come la faccenda del battito d'ali di farfalla in giappone e l'uragano nel golfo del massico... :)

Ah... per finire... anche il combattimento con Zaran e Henox era uno snodo importante per vedere che strada avrebbe preso la storia. Lo scontro nel magazzino era evitabilissimo, e la missione a Puerto avrebbe potuto prendere una piega totalmente diversa. In quel caso Grolac non sarebbe mai saltato fuori...

Anonimo ha detto...

bel piano, intricato e "profondo" al punto giusto!

adesso mi aspetto altrettanta profondità sul perché i pg sono stati risparmiati!!

;)

ps. le aspettative crescono...

Llukas

ferdi ha detto...

a puerto si era parlato di entrare in casa di fomorio, mi sconcerta il perchè non sia stato fatto, poi potevo insistere di più!!!!

....mi piace entrare in casa degli altri ;-)

Ale ha detto...

siete voi che avete abbandonato la pista dopo che Isabel aveva certificato che il pesce era a posto...
...e anche dopo il pedinamento di Gimble...
Dopo non è più stato fatto perchè vi siete autoincasinati talmente tanto da non potervi più muovere facilmente per Puerto!