lunedì 11 maggio 2015

459 - ROCCIA E CARNE

Hearst è il primo a riprendersi. Tossisce e sputa sangue e polvere.
Cerca a tastoni una torcia nello zaino, l'accende, fa luce.
I compagni giacciono riversi vicino alla carcassa del montacarichi, ricoperti come lui da una coltre grigia che lentamente si sta depositando dopo l'impatto.
Li sveglia uno a uno. Nonostante le ossa indolenzite nessuno ha riportato conseguenze serie, nulla che un paio di pozioni guaritrici non possano sistemare.
All'improvviso, il terribile rombo che li accompagna dal loro primo momento sottoterra gorgoglia tra le pareti. La sua forza e intensità sono inondanti, innaturali, percuotono l'anima con vibrazioni ancestrali. Gli avventurieri attendono paralizzati che finisca.
"Siamo ancor più in profondità..." riesce a balbettare Rune quando il silenzio torna a dominare. Nessuno risponde per alcuni lunghissimi secondi.
"Perlomeno ora abbiamo un grande vantaggio sui nostri inseguitori"
La voce di Gimble tradisce una profonda inquietudine, ma allo stesso tempo il fatto di vedere il lato positivo della situazione sprona al movimento i compagni.
Gli avventurieri ripartono lungo il cunicolo che si allontana dall'area di arrivo del montacarichi, accompagnati - forse suggestionati - dalla sensazione che qualcosa di angosciante e alieno sia all'opera qui sotto. Non si tratta tuttavia di una percezione astratta, ma di una sensazione fisica e tangibile, soffocante al punto di togliere il respiro. Un senso di claustrofobia a cui è difficile resistere senza mettersi ad urlare disperati.
Poco più avanti il cunicolo si divide in tre. Le gallerie sono anguste, chiaramente scavate dall'opera di formian e umber hulk. Una di esse sale, tornando probabilmente attraverso un complesso dedalo di caverne alle zone da cui sono arrivati, mentre il tunnel frontale si apre su una caverna naturale utilizzata per l'accumulo dei materiali di risulta degli scavi. L'ultimo passaggio si sviluppa invece in discesa: in esso aleggia una tetro vapore arancione dall'odore pungente e dolciastro, la roccia espone strane venature blu di un materiale apparentemente plastico.
Nonostante l'istinto urli nella testa di fuggire e basta, gli avventurieri si inoltrano in quest'ultimo passaggio. Il caldo è umido e soffocante, e sopprime la lucidità. I nostri eroi hanno l'impressione di osservarsi dall'alto, distaccati dai propri corpi, mentre proseguono con fatica. E' un cammino che non lascia ricordi, come l'incedere assetati ed esausti nel deserto; solo rare visioni che certificano l'avanzata in questa discesa senza tempo, un confuso mutare di ciò che li circonda, la roccia che sembra fondersi alla carne e diventare indistinguibile da essa
Dopo una curva verso destra con ampio raggio, il cunicolo si apre su un'enorme grotta. Un ambiente così ampio è come uno schiaffo che risveglia i nostri eroi dal loro torpore, riservando loro terribili rivelazioni.
Il grande antro è disseminato di un numero impressionante di cadaveri di schiavi e mutanti, alcuni integri, altri fatti a pezzi in maniera irriconoscibile. Rivoli di sangue ed icori colano dal buio della volta, formando vaste pozze maleodoranti che si mischiano ai fluidi dei morti e nutrono, attraverso bocche, vene e sfinteri, il colossale cancro di carne che si è fuso alla roccia delle pareti.
La visione è una lama di follia. Per Gimble più di tutti.

4 commenti:

Mr. Mist ha detto...

O__O

Brr! Una scena molto splatter alla Dario Argento... gli eventi stanno prendendo una piega davvero mooolto inquietante... e quella frase alla fine che non lascia presagire nulla di buono!

Ale ha detto...

Ormai di buono non ci si può aspettare più nulla! :)

Andrea ha detto...

Finalmente mi sono rimesso in pari!

Dannatamente avvincente, non c'è che dire! Certo che con il sadismo, le scene macabre e l'horror te la cavi proprio bene!

Complimenti!

Ed i miei complimenti anche ai tuoi giocatori, se si sono comportati bene la metà di quanto raccontato sono veramente in gamba!

Ale ha detto...

Grazie grazie!
Sì i giocatori si sono sempre comportati bene in gioco, tutto ciò che leggi - seppur romanzato - nasce pari pari dalle loro azioni. Non c'è nulla di diverso rispetto alla storyline al tavolo, ed i pochi tagli e cuci che ho fatto nella narrazioni sono solo per rendere più fluida la lettura.