domenica 10 marzo 2013

349 - GIOCARSI L'ANIMA

"Grazie per avermi slegato" dice Hassa con tono amichevole sotto l'effetto dell'incantamento dell'anello, "ma vi prego ora posso riavere la carta? E' importante, lì dentro c'è... la mia anima!"
"Cosa?!?" esclamano gli avventurieri all'unisono. Gimble sbigottito osserva la tessera ceramica: inutile negare l'effettiva somiglianza tra il fante raffigurato e il ladruncolo.
Riavutisi dalla sorpresa, i nostri eroi interrogano Hassa su tutta la vicenda.
Il giovane rivela di essere caduto vittima di un sortilegio del mago Nezabal, ovvero il proprietario della carta in ceramica.
"Nezabal è un provetto giocatore, uno che gioca d'azzardo pesante. Sapete, io ho una gran passione per il gioco, e questa era una grande occasione: Nezabal mi aveva invitato alla sua torre per sfidarlo."
Hassa racconta come all'inizio tutto andasse per il meglio e la partita volgesse a suo favore. Era raggiante, a un passo da una vittoria memorabile. Poi però, la fortuna aveva girato improvvisamente. Pian piano il mago aveva eroso i suoi guadagni portandolo, nel tentativo folle di recuperare, a perdere il controllo e puntare tutto quanto.
Quando era ormai sul lastrico, Nezabal gli ha offerto un'ultima possibilità per riottenere tutti i suoi averi: giocarsi l'anima. Hassa afferma di ricordare poco di quei momenti, era completamente immerso nella pazzia del gioco, tanto da accettare. Non gli sembrava vero di avere un'altra chance.
Inutile dire come è andata finire.
"Quando ho realizzato che la mia anima era persa e veniva imprigionata nella tessera di ceramica che Nezabal aveva posto al centro del tavolo, in un momento di lucido terrore l'ho afferrata e sottratta rapidamente. Non che Nezabal sia stato a guardare: il mago mi ha scaricato addosso tutti i suoi incantesimi, ma come avrete notato me la cavo bene con le manovre evasive..."
Complice una gran dose di fortuna, una pergamena di porta dimensionale arraffata a caso tra gli averi del mago e letta all’istante opportuno, Hassa è riuscito a farla franca, portando con sé la carta con la sua anima.
"Non so quale parte del tuo racconto sia più assurda!" esclama Gimble.
"Giuro che è tutto vero! Non posso rinunciare alla mia anima!"
"Sei stato uno stolto!" lo biasima Juan, appoggiato da Hearst e Gimble. "Probabilmente ti meriti il tuo destino. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso!"
"Io... io non so cosa mi sia preso là dentro! Sono stato stregato!"
Rune interviene mostrandosi più comprensivo dei compagni: "Ha sbagliato non c'è dubbio, ma ritengo che dobbiamo trovare un modo per aiutarlo. Isabel cosa ne pensi?"
La chierica è pensierosa: "Se lì dentro c'è davvero la sua anima, distruggere la tessera significherebbe ridargliela o... morte certa. In alternativa solo un incantesimo di desiderio, o Nezabal stesso, potrebbero rilasciarla. Ciò che mi preoccupa oltremodo, tuttavia, è che questo modus operandi di Nezabal non si sia limitato solo a lui, ma che sia una consuetudine. Quello che commette è un vero affronto a Dio e alla sacralità della vita!"
"A questo punto credo che la cosa migliore sia tornare da Rabiaa e chiarire l'accaduto" dice Gimble. "Tu, Hassa, verrai con noi."

2 commenti:

Mr. Mist ha detto...

Non so s stavolta Rabia sarà molto comprensiva! In ogni caso andare a giocare d'azzardo contro un mago nella sua torre non è proprio una mossa azzeccatissima! Mi ricorda molto la partita a carte truccata di Lock & Stock!

Ale ha detto...

Ma se ricordi i post alla fine dell'avventura a Gahar, si specificava che Hassa era solito giocarsi anche le mutande! Di certo non è uno che mette la "saggezza" davanti al gioco d'azzardo!